certificato di agibilità locale commerciale

Certificato di agibilità di un locale commerciale

Il certificato di agibilità di un locale commerciale è il documento che stabilisce che in un determinato immobile, adibito ad uso commerciale, possiede determinati requisiti.

In questo articolo andremo ad esaminare in maniera più approfondita che cos’è il certificato di agibilità, cosa occorre per poterlo ottenere, dove lo si richiede, quanto costa ed altro ancora.

Cercheremo, inoltre, di fare chiarezza su cosa accada nel caso in cui tale certificato risultasse mancante.

Nel caso ti servissero ulteriori chiarimenti o volessi chiedere altre informazioni, compila il form che abbiamo predisposto e saremo lieti di aiutarti.


Che cos’è l’agibilità di un locale commerciale?

Innanzitutto, chiariamo che cos’è il locale commerciale: si tratta di un luogo all’interno del quale un imprenditore svolge il proprio lavoro, la propria attività.

Fare richiesta del certificato di agibilità non è proprio sempre obbligatorio. Ad esempio, se il locale commerciale si trova in un edificio ultimato prima del 28/8/1934, si può anche evitare. In tale data, infatti, è entrata in vigore la legge che impone di richiederlo. E’ necessario, però, che non siano stati fatti nel frattempo dei lavori che abbiano modificato lo stato originario dei locali. Questo vale, ad esempio, in caso di ampliamenti o sopraelevazioni.

Inoltre, l’obbligo non sussiste neppure per i proprietari di locali commerciali che però non vogliano né affittare né vendere il locale stesso. E neppure nel caso non intendano svolgervi al suo interno un’attività.

Al contrario, l’obbligatorietà del certificato di agibilità di un locale commerciale si manifesta in caso di esercizio di attività commerciale, oppure vendita o affitto di locali sempre di tipo commerciale. In quali situazioni?

  • se sono di nuova costruzione
  • in caso di ricostruzioni o sopraelevazioni, anche solo parziali, di locali preesistenti
  • per gli interventi su locali già esistenti, purché possano effettivamente influire sulle condizioni di sicurezza, igiene, salubrità e risparmio energetico

Questi ultimi aspetti, infatti, sono sostanzialmente i punti cruciali per i quali devono essere soddisfatti determinati requisiti, se si vuole ottenere l’agibilità.

Per capire meglio quali possono essere le possibili destinazioni d’uso degli immobili, ti consigliamo di leggere anche cambio destinazione d’uso

I requisiti nel dettaglio

Vediamo insieme, un po’ più nel dettaglio, quali sono le condizioni che vengono valutate in sede di rilascio dell’agibilità nel momento in cui viene effettuata la richiesta al Comune:

  • La sicurezza: tutti gli impianti devono garantire l’incolumità delle persone, adeguati sistemi antincendio ed antinfortunistici, oltre all’impiego di specifici materiali nella costruzione (o ristrutturazione)
  • L’igiene e la salubrità: gli impianti igienico-sanitari sono soggetti a controlli molto severi. A seconda dei metri quadri del locale commerciale, ad esempio, si calcola il numero di servizi igienici che devono essere presenti. Inoltre, vengono definiti il tipo di materiali da impiegare per i rivestimenti di muri e pavimenti, per il sistema di areazione, ecc. In questo senso, il Comune deve attendere il parere positivo dell’ASL prima di poter dare l’ok.
  • Gli impianti installati e il risparmio energetico: gli impianti devono mantenere un certo equilibrio termico che consenta di ridurre i consumi. Inoltre, tutti i materiali utilizzati per la costruzione, o ristrutturazione, devono essere ecosostenibili, poco inquinanti ed anche facilmente smaltibili. Per il discorso risparmio energetico, dev’essere rilasciato l’APE (Attestato di Prestazione Energetica) da un professionista abilitato, il quale deve attribuire una classe energetica al locale commerciale, contraddistinta da una lettera dell’alfabeto.

Come ottenere l’agibilità di un locale commerciale

Per ottenere il certificato di agibilità di un locale commerciale, occorre presentare la domanda al Comune di appartenenza. A tale scopo, basta compilare un apposito modello prestampato che prevede l’indicazione di alcuni dati.

Innanzitutto, occorrono i dati personali del proprietario e poi quelli dell’immobile (anche i dati catastali). In più, è necessario apporre una marca da bollo da euro 16,00.

La richiesta deve essere presentata entro 15 giorni dalla fine dei lavori di costruzione/ristrutturazione. La sanzione pecuniaria prevista in caso di ritardo è compresa tra euro 77,00 ed euro 464,00 (dipende dal numero di giorni trascorsi dalla fine dei lavori).

Una volta ricevuta la domanda, il dirigente del Comune (o un tecnico responsabile) istruisce la pratica, valutando la documentazione esistente. Se necessario, fa richiesta di altra documentazione mancante.

Il Comune di solito rilascia il certificato di agibilità, dietro versamento dei diritti di segreteria, dopo la consegna di tutta la documentazione richiesta.

Dopo aver rilasciato il certificato, se entro 30 giorni il Comune non fa richiesta di altra documentazione e anche l’ASL non esprime pareri negativi, l’agibilità si può intendere attestata per il principio del silenzio/assenso.

Se i requisiti per un locale commerciale a norma sono stati tutti rispettati, in pratica, l’agibilità viene riconosciuta.

Cosa succede se manca l’agibilità?

La presenza dell’agibilità – e questo vale gli immobili ad uso abitativo, ma anche per quelli commerciali – è un requisito indispensabile per poter occupare l’immobile stesso.

Senza agibilità si va incontro a pesanti sanzioni amministrative ed anche alla richiesta di sgombero dei locali.

Tuttavia, l’immobile può essere venduto anche in assenza di agibilità, a condizione che l’acquirente venga informato. Diversamente, quest’ultimo ha la possibilità di chiedere la risoluzione del contratto e anche un risarcimento del danno. In alternativa, se crede, può proporre una riduzione del prezzo di acquisto.

In caso di affitto, l’inquilino deve verificare la sussistenza delle necessarie certificazioni che servono per svolgere una determinata attività. Quindi, non è il locatore ad essere responsabile, salvo accordi diversi in sede di stesura del contratto di affitto.

Il locatore può essere ritenuto responsabile nel caso in cui sia al corrente dell’uso che l’inquilino intende fare dell’immobile e gli abbia espressamente confermato che il locale è da ritenersi idoneo per lo svolgimento di tale attività.

Per approfondire la tematica, anche per quanto concerne le abitazioni ad uso abitativo, potrebbe esserti utile leggere vendere casa e vendere casa senza abitabilità

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Quanto costa l’agibilità di un locale commerciale

In linea di massima, il costo complessivo per un certificato agibilità, o per essere più precisi per la Segnalazione Certificata per l’Agibilità (SCA), è il seguente:

  • Circa 50 euro per i diritti di segreteria, variabili da un Comune all’altro
  • 16 + 16 euro per due marche da bollo, necessarie per la richiesta del certificato e poi anche per il ritiro del medesimo
  • Una somma variabile, compresa tra i 120 e i 1.500 euro circa, come onorario per il tecnico che segue la pratica e redige la Sca
  • fino a 4.000 euro per il collaudo statico: di solito, si calcola una percentuale sul costo delle opere, percentuale che è più alta per i lavori di piccola entità, e più bassa quando parliamo di cifre importanti
  • tra i 100 e i 300 euro circa per la verifica degli impianti

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