In caso di successione ereditaria, una volta espletate tutte le formalità a livello burocratico e legislativo, è normale che ci si chieda: cosa farne, ora, dell’immobile ricevuto? Meglio venderlo, e quindi realizzare subito una certa somma di denaro, oppure meglio affittarlo, garantendosi così una rendita periodica?
A tale proposito, è importante chiarire un aspetto, che talvolta genera dubbi e confusione. Quando si acquista un immobile, se per caso lo si rivende prima che siano trascorsi 5 anni, bisogna pagare una tassa sulla plusvalenza: è una disposizione di legge volta ad evitare che si facciano troppe speculazioni. Questa regola, però, non vale assolutamente nel caso in cui la casa sia stata ereditata.
Fatta questa piccola premessa, diciamo subito che una risposta univoca non esiste. Non è possibile stabilire a priori, in maniera oggettiva, se sia meglio rivendere la casa oggetto della successione ereditaria o se, invece, sia preferibile pensare di destinarla all’affitto. Si tratta di una scelta che dipende da diversi fattori.
Quando è preferibile vendere e quando può essere più vantaggioso affittare
Innanzitutto, se chi ha ereditato ha necessità di liquidità, magari per raggiungere una maggiore stabilità economica o perché intende investire in qualche altra maniera, allora chiaramente è meglio optare per la vendita dell’immobile ereditato, magari cercando di renderlo il più “appetibile” possibile anche con qualche intervento di ristrutturazione, se necessario. Spendere qualche soldino in più, quando se ne ha modo, può aumentare il valore degli immobili ricevuti con la successione e consentire, dunque, maggiori introiti.
Se, al contrario, non si ha necessità di realizzare subito, può davvero essere interessante valutare l’ipotesi dell’affitto. Anche in questo caso, se le circostanze lo richiedono, risistemare un po’ l’immobile per renderlo più competitivo sul mercato e per poterne ricavare una rendita maggiore, può essere senz’altro una buona idea.
Contratti di affitto di breve durata
Nel caso dell’affitto, è inoltre utile fare una duplice considerazione. Se l’immobile oggetto della successione ereditaria si trova in una località turistica o comunque che può avere, grazie alla propria posizione, un richiamo particolare per vacanzieri o persone di passaggio per altri motivi (lavoro, ecc.), allora si può anche pensare ad un affitto non di tipo tradizionale, ma rivolto a soluzioni temporanee di breve o brevissima durata.
In questo caso, sono tante le considerazioni da fare, e certamente bisogna organizzarsi in un certo modo per gestire tutto al meglio, ma la locazione potrebbe rivelarsi anche molto redditizia: diciamo che, sicuramente, le entrate non sarebbero costanti come nel caso di un affitto di tipo standard, ma in proporzione potrebbero essere molto più elevate.
Insomma, a maggior ragione, ciò dimostra quanto la successione ereditaria di immobili ponga di fronte a scelte decisamente soggettive, dettate dalle circostanze ed anche dall’indole stessa di chi ha ereditato: semplicemente, c’è chi è più propenso a rischiare e a mettersi in gioco con qualcosa di un po’ innovativo, e chi preferisce puntare su soluzioni più tradizionali. Non è sempre detto che una strada sia meglio dell’altra.