Affitto ammobiliato

Affitto ammobiliato: come farlo nel modo sicuro

L’affitto ammobiliato, specialmente nei contratti di breve durata, è molto frequente quando si affitta una casa. Purtroppo non sempre capita di trovare persone rispettose dei beni altrui e succede di ritrovarsi alla fine del contratto con il mobilio in pessimo stato.

Col passare del tempo è ovviamente normale l’usura degli interni, ma se i danni sono dovuti all’incuria o alla negligenza degli inquilini come tutelarsi? In questo articolo vedremo innanzitutto quale contratto per affittare casa ammobiliata. Subito dopo affronteremo il centro della questione ovvero come tutelare il mobilio della casa e nella parte finale ci soffermeremo sul costo dell’imposta di registro e sulle responsabilità della manutenzione immobile.

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Quale contratto per affittare casa ammobiliata?

Nonostante i diversi costi e tipologie del contratto di affitto, l’affitto ammobiliato è consentito quasi sempre. La differenza principale di queste tipologie di contratto riguarda la durata. Riassumendoli brevemente vediamo che i contratti di locazione sono a:

  • Canone libero: 4 anni rinnovabili per altri 4. Si chiama così perché il costo del canone sarà deciso tra le parti.
  • Canone concordato: 3 anni rinnovabili per altri 2. Viene detto a canone concordato poiché i prezzi sono decisi attraverso accordi territoriali.
  • Uso transitorio: sono quei contratti che vanno incontro ad esigenze abitative di breve durata, ovvero non superiore ai 18 mesi.
  • Studenti universitari: contratti specifici per gli studenti dalla durata che varia dai 6 mesi ai 3 anni con possibilità di rinnovo.

Come tutelare l’arredamento nell’affitto ammobiliato

Vediamo ora il nodo centrale della questione e cioè come affittare casa ammobiliata preservando i mobili. 

Se esiste l’assicurazione affitto che rimborsa dagli inquilini morosi oppure il bonus affitto casa 2021 che gli aiuta se sono in difficoltà, venendo incontro anche al proprietario, per la tutela dei beni mobili il discorso è diverso.

Per proteggere il proprio arredo occorrerà stilare un elenco di tutti i beni mobili presenti nell’immobile al momento in cui viene affidato agli inquilini. 

Si tratta di un vero e proprio inventario in cui annotare sia gli oggetti che il loro stato di conservazione. Così facendo alla fine del contratto si possa verificare lo stato degli stessi e ricevere un rimborso dall’inquilino per gli eventuali danni. 

Inventario nel contratto o separato?

A questo punto si avranno due possibilità: allegare l’inventario al contratto di locazione ammobiliato oppure stipularne uno nuovo solo per il mobilio. Si tratta di due scelte differenti che dipenderanno dai casi.

Qualora il valore e le dimensioni dell’arredamento siano consistenti allora converrà optare per un contratto separato in cui specificare accuratamente sia i mobili che gli elettrodomestici e l’oggettistica d’arredo presente. In questo caso l’imposta di registro, come vedremo, sarà maggiore ma avremo maggior controllo sul patrimonio.

Diversamente si potrà inserire l’inventario in una clausola o come allegato del contratto stipulato. Sarà questa la scelta adatta ad affitti di breve durata, immobili parzialmente arredati o che non possiedono un grossa quantità di oggetti e mobili al loro interno. 

Costo imposta di registro affitto ammobiliato

Quando si registra un contratto affitto appartamento ammobiliato o per qualunque tipo di immobile con mobili al suo interno, il costo dipenderà da come si è gestito l’arredamento. Ci sarà infatti una differenza nell’imposta di registro se l’inventario è stato incluso nel contratto oppure se è stato oggetto di un nuovo contratto separato.

  • Se il contratto contiene l’allegato o la clausola con l’inventario l’imposta di registro è il 2% dei canoni previsti nella durata del contratto
  • Se il contratto di locazione ed il contratto riguardante il mobilio sono distinti allora si avrà una contribuzione diversificata: 2% per il contratto di locazione e 3% per il contratto dell’arredamento. 

Responsabilità della manutenzione immobile

Anche stipulando un contratto di locazione di immobile arredato ad uso transitorio le responsabilità delle parti riguardo all’usura della casa sono sempre ben definite. Quindi quando ci si chiede cosa serve per affittare casa bisogna ricordare innanzitutto gli obblighi legali che un proprietario deve all’inquilino. 

In particolare ricordiamo che la casa deve possedere i requisiti di funzionalità e vivibilità garantiti dalla legge negli articoli 1576 e 1609 del codice civile. Si tratta in ogni caso di diritti e doveri per entrambe le parti.

Per quanto riguarda il mobilio esso è di norma soggetto a normale usura ed in questi casi va riparato o sostituito dal proprietario. Qualora i danni fossero intenzionali o dovuti all’incuria dell’inquilino sarà compito suo ripagare tutti i danni.